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Archivio Giugno 2006
(01/06/2006 - 12:55)

Il pendolo - Dove viene utilizzato

di medianita

Il pendolo di cristallo di rocca è utilizzato come strumento catalizzatore e trasmettitore di energia. Esso agisce all'interno dei campi aurici ai vari livelli riequilibrandone le frequenze ed eventualmente eliminando i blocchi energetici che li ostruiscono. Per poter agire sull'aura si deve essere in grado di vederla o percepirla.

 

Coloro che sono in grado di vedere il campo aurico ne distinguono i colori e ne vedono le disfunzioni. Percepire l'aura è il metodo più semplice per agire su di essa. Basta passare una mano sopra al soggetto che si deve equilibrare, rimanendo ad un'altezza da esso di circa 15-20 cm. Se siamo entrati nel campo aurico dovremmo percepire un senso di calore nel palmo della mano. Se ciò non succede, proviamo ad abbassarci con la mano verso il soggetto fino a percepire il calore che ci indica che abbiamo trovato il suo campo energetico.

 

Se ci accorgiamo che nonostante abbassiamo la mano non riusciamo a sentire il calore del suo campo energetico, o abbiamo addirittura una sensazione di freddo, significa che la persona è molto scarica energicamente e necessita di essere ricaricata.

 

Il pendolo può essere usato anche come "bisturi chirurgico". Con esso si possono eseguire dei veri e propri interventi nel campo aurico per rinforzarlo.

(01/06/2006 - 12:53)

Le discipline olistiche

di medianita

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un sempre crescente sviluppo di tutta una serie di discipline dell’area ‘Benessere e Salute’ che, fino a non molto tempo fa venivano etichettate col termine di ‘alternative’ rispetto ai tradizionali sistemi di cura, ma che, invece, si stanno guadagnando un più congruo spazio di ‘complementarietà’ rispetto a quelle che sono le discipline di ordine medico-sanitario.


La grande e fondamentale differenza che caratterizza le discipline olistiche risiede nella valenza, concettuale prima ed operativa poi, orientata al ‘benessere’ piuttosto che alla ‘malattia’.


In altri termini le discipline olistiche lavorano principalmente per preservare, educare e coltivare il benessere e poi, eventualmente, per trattare disturbi e disfunzioni che possono preludere a veri e propri stati patologici, rispettando comunque il fatto che le patologie propriamente dette sono di competenza medica...

 

(01/06/2006 - 12:52)

La mano che scompare

di medianita

Ci mettiamo seduti davanti ad una parete bianca ad una distanzs di circa un metro da essa, in posizione a noi comoda e perfettamente rilassati, con la mente sgombra di pensieri e di sensazioni (condizione fondamentale per provare queste tecniche. Se all'inizio risulterà difficile, provando e riprovando la cosa diventerà quasi automatica).

 

Alziamo un braccio in direzione della parete di fronte a noi, non troppo teso, ma in perfetta linea retta, senza tenere il gomito piegato. Apriamo le dita della mano sempre senza forzarle.

 

Fissiamo un punto immaginario nella parete bianca verso la quale la mano è puntata, pochi millimetri al di sopra della punta del dito medio. Continuiamo a fissare questo punto senza muovere gli occhi. Potremmo iniziare ad avvertire un pò di mal di testa.

 

Se non riusciamo più a mantenere la concentrazione fermiamoci e riproviamo quando il mal di testa è passato. Ad ogni modo, questo fastidio è assolutamente normale, significa che stiamo procedendo all'apertura del nostro "terzo occhio", posto nella fronte, all'incrocio tra le ciglia e l'attaccatura superiore del naso.

 

La finalità dell'esercizio è quella di vedere progressivamente sparire la mano davanti a noi e lasciare posto alla parete bianca. Essa ritornerà non appena comanderemo alla mente di riprendere il controllo della situazione. L'esercizio è untile anche per imparare ad avere il sopravvento sulla razionalità della nostra mente.

 

Pur essendo un esercizio difficoltoso, il risultato è sbalorditivo e divertente allo stesso tempo.

(01/06/2006 - 12:49)

Un primo contatto

di medianita

Stiamo per affrontare i mondi che stanno al di sopra di noi, i mondi sottili, ultraterreni, abitati da Spiriti Guida. Un viaggio che ci arrichisce ogni volta che lo affrontiamo. Ci muniamo ancora di carta e penna per scrivere le nostre emozioni e sensazioni alla fine del contatto.

 

Prima di procedere con la tecnica di rilassamento scelta, decidiamo quale tipo di entità andiamo a contattare. Può essere il nostro Spirito Guida, l'anima di una persona defunta, o in generale possiamo renderci disponibili a ricevere i messaggi di chi ha desiderio di comunicare con noi. Per questi primi esercizi, finchè non abbiamo acquisito sufficiente dimestichezza con la medianità, suggerisco di rivolgerci al nostro Spirito Guida; può risultare più complesso, ma i messaggi che riceveremo non ci spaventeranno.

 

Una volta ottenuto il rilassamento, chiediamo mentalmente di poter parlare con il nostro Spirito Guida e ci rendiamo disponibili all'ascolto. Ricordiamoci che essi sono entità che vanno sempre rispettate e che da loro non "dobbiamo" avere risposte ma "desideriamo" ottenerle. Non assumiamo quindi un atteggiamento di superiorità nei loro confronti.

 

Chiediamo gentilmente se sono disponibili a parlare con noi e se hanno qualcosa da dire. Ricordiamoci anche di farci dire chi sono, cioè se si tratta del nostro Spirito Guida come abbiamo chiesto o di qualche altra entità che si è inserita nel nostro canale. Prendiamo nota, se ci riusciamo, di quello che ci dice, anche se sembrano frasi senza senso. La pratica affinerà la comunicazione.

 

Quando ci è stato detto tutto ciò che dovevano comunicarci, salutiamoli e ringraziamoli del contatto, rinnovando la disponibilità ad incontrarli ancora in futuro. Respiriamo lentamente per ritornare i noi, senza fretta, senza movimenti bruschi. E segnamo sul foglio di carta tutte le sensazioni, emozioni provate e le parole che ci sono state dette. Rileggendole in futuro, ci renderemo conto come quelle parole non venivano da noi, dalla nostra mente.